Grande successo per l’iniziativa “Giovani e Lavoro”, organizzata da Rotary Club Ferrara e Rotaract Ferrara in collaborazione con l’Università degli Studi di Ferrara e il Tecnopolo di Ferrara. Un fattivo incontro tra studenti superiori, università e imprese!

Proprio nella struttura di via Saragat il 25 gennaio 2019 sono stati accolti più di 100 studenti provenienti dalle classi quarte e quinte del Liceo Scientifico Roiti e dell’ITI Copernico-Carpeggiani per un seminario informativo sull’offerta formativa del Dipartimento di Ingegneria, e sulle reali opportunità occupazionali in base alla richiesta dei profili professionali da parte delle aziende del territorio.

Dopo i saluti di Giorgio Merlante e Roberta Ricci, rispettivamente presidente del Rotary Club Ferrara e del Rotaract Ferrara, che hanno sottolineato l’impegno del mondo Rotary per la formazione delle giovani generazioni, è stato il prof. Stefano Alvisi, delegato per l’orientamento del Dipartimento di Ingegneria, a presentare ai giovani e attentissimi ospiti corsi e sbocchi professionali di ingegneria; un modo per dare agli studenti strumenti adeguati per fare una scelta universitaria consapevole. Alvisi ha ricordato, oltre alla didattica, l’importanza dei tirocini, che consentono agli studenti di entrare in contatto con il mondo del lavoro già durante il percorso universitario. “Non vogliamo tenere compartimenti stagni università, scuola, lavoro – spiega il prof. Alvisi – Crediamo molto in queste esperienze, perché abbiamo visto che funzionano, anche in base ai dati di Almalaurea: con numerose aziende abbiamo stipulato rapporti stretti, sono partner del nostro Dipartimento, partecipano attivamente anche alla didattica; spesso gli studenti che hanno fatto una esperienza in azienda, prima o subito dopo la laurea, vengono assunti da quella azienda”.

Il dipartimento sta puntando molto anche sull’internazionalizzazione, sia con le lauree a doppio titolo, sia con gli Erasmus e altri progetti europei.

Unife è stata la prima Università a introdurre la figura del manager didattico, una persona che aiuta a scegliere gli esami, presentare il percorso didattico, facilitare i rapporti con le segreterie e con le aziende, per andare all’estero. Inoltre Unife organizza il Career Day con aziende del territorio ma non solo: in questa occasione vengono raccolti cv e fatti colloqui per eventuali assunzioni.

Dalle parole ai fatti, gli studenti sono stati accompagnati in un significativo tour delle strutture del Tecnopolo, dagli spazi conviviali come le aule studio e la biblioteca, ai luoghi nei quali materialmente si fa ricerca, i laboratori di ingegneria civile e meccanica, e soprattutto il gioiello della camera anecoica.

Quindi la parola è passata all’altro polo attorno a cui si è sviluppato il convegno, ovvero il mondo produttivo. Luca Zaghi, nella doppia veste di delegato per i giovani del Rotary Club Ferrara e direttore delle risorse umane di ZF Italia, ha dato alcuni consigli agli studenti presenti: “In un mondo veloce, già a 14 anni arriva il tempo di fare delle scelte per la propria vita, e peraltro chi si iscrive al liceo oggi fra circa 10 anni andrà a fare un lavoro che probabilmente ancora non esiste. La cosa importante che voglio trasferire ai giovani è l’idea che non si può scegliere l’università solo seguendo le inclinazioni personali, ma che è fondamentale guardare dove sta andando il mercato del lavoro e cosa richiede”.

Infine l’ingegner Riccardo Maiarelli, vicepresidente di Confindustria Emilia Area Centro, ha portato la propria testimonianza di imprenditore presentando alla platea una serie di dati di estremo interesse: “I dati di Unioncamere ci offrono scenari non ottimistici: l’economia europea sta rallentando, aumentano gli inattivi, e il nostro paese che vive di export rallenta ancora di più. Le previsioni dicono che gran parte dei posti di lavoro disponibili nel prossimo futuro saranno nell’ambito dell’informatica e della meccanica, soprattutto in Emilia-Romagna, nella quale vivono distretti produttivi unici. Come Confindustria stiamo cercando di varare un grande piano di inclusione che parta da un orientamento universitario che tenga conto del fabbisogno prospettico. Se davvero vogliamo valorizzare il nostro capitale umano, dobbiamo accelerare il processo di formazione ed essere consapevoli che i driver sono l’informatica, l’industria 4.0 e la digitalizzazione dei sistemi aziendali. Di fatto, il 97% degli ingegneri verrà occupato a pochi mesi dalla laurea”.